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Le regole d’oro del portare

  • Utilizzare un supporto idoneo
    – Tessuto traspirante
    – Tessitura a trama diagonale (per la fascia di tessuto) o jersey (per la fascia elastica)
    – Colorazione atossica
    – Morbidezza
    – Seduta ampia
    – Nessun inserto metallico
    – Orli rifiniti e rintracciabili (per la fascia)
    – Legatura sicura
    – Distribuzione del peso
  • Rispettare la fisiologia del bambino
  • Proteggere la testa del bimbo con il tessuto finché non la regge autonomamente (oppure quando si addormenta)
  • Distribuire correttamente il peso del bambino sul portatore attraverso la legatura del supporto (porre attenzione a spalle, schiena e fianchi)
  • Cambiare posizione (davanti, sul fianco, dietro) in base al peso del bambino e alle esigenze di entrambi
  • Porre attenzione al vestiario in base alla stagionalità
  • Restare in ascolto di noi stessi e del bambino
  • Fare attenzione quando ci si piega
  • Ricordarsi che l’equilibrio del corpo può essere influenzato negativamente dai nostri movimenti o da quelli del bimbo nella fascia
  • Rispettare il codice della strada (non si può portare in bicicletta, in automobile, a cavallo, …)
  • Usare il buon senso (fare quello che si farebbe con un bimbo in braccio)
  • Ricordarsi che… non esistono limiti di tempo per portare!

 

I portabebé: tipi e caratteristiche

Il babywearing è una pratica recuperata in Occidente da alcuni decenni e promossa da ricercatori, gruppi indipendenti di genitori o di professionisti e produttori. La terminologia e le classificazioni variano da una realtà all’altra e, come il babywearing stesso, sono in continua e rapida evoluzione. Qui proponiamo una divisione dei supporti che rispecchia l’attuale panorama generale secondo la visione del Centro Studi Scuola del Portare®.

 

Caratteristiche generali di un buon supporto

Un buon portabebé è resistente, comodo e prodotto all’insegna della qualità. In particolare, la tessitura con materiali di provenienza sicura e certificata, eventualmente biologici, viene spesso associata a una colorazione atossica priva di metalli pesanti anch’essa certificata con appositi test che le aziende si premurano di ripetere ciclicamente (es. Oeko tex, Confidence in texiles, etc). La sicurezza è garantita da test sulla colorazione, sulla tenuta dei tessuti e delle cuciture. Un buon supporto non cede e non si danneggia neanche dopo anni di utilizzo. Per un acquisto consapevole, è opportuno informarsi sui criteri di eticità e sostenibilità ambientale della produzione dei supporti: paesi in cui vengano rispettati i diritti dei lavoratori, filiera il più corta possibile, materiali e modi di produzione che rispettano l’ambiente ecc. Alcune aziende mettono a disposizione informazioni dettagliate sui loro siti Web. Anche i rivenditori sono tenuti a rispettare le legislazioni vigenti: controllarne l’affidabilità è una garanzia ulteriore circa la qualità e la sicurezza dei supporti.

I supporti disponibili in commercio

Il Centro Studi Scuola del Portare® suddivide i portabebé più diffusi in tre tipi (cliccare sui link per accedere alla descrizione dei diversi supporti):

  • Supporti non strutturati – fascia in tessuto (di misura variabile), fascia elastica (misura standard circa 5,20), e tutti i supporti tradizionali etnici come kangas, sarong, sari, rebozo, etc.
  • Supporti semi-strutturati – ring sling, mei tai, e altri di derivazione asiatica come onbuhimo, podeagi etc.
  • Supporti strutturati – pouch, marsupio ergonomico, zaino, etc.

 

 

Documento redatto da Antonella Gennatiempo, Manuela Tomassetti e Tullia Della Moglie

I supporti non strutturati

Un supporto non strutturato è costituito esclusivamente da stoffa: si tratta di un telo unico rettangolare, privo di cuciture (a eccezione eventualmente degli orli) e di fibbie, con il quale si assicura il bimbo al corpo dell’adulto attraverso una varietà di tecniche di legatura. Queste caratteristiche rendono i supporti non strutturati estremamente versatili e particolarmente confortevoli una volta indossati. D’altro canto, rispetto a quelli semi-strutturati e strutturati richiedono di acquisire un po’ di tecnica per imparare a usarli correttamente.

 

Fascia di tessuto

Fascia lungaE’ un unico telo in tessuto (spesso in cotone, ma anche lino, canapa, seta, lana o altri materiali) di lunghezza variabile in relazione alla corporatura dell’adulto che lo usa e al tipo di legatura desiderata (dai 270 ai  570 cm) e di larghezza tra i 65 e i 75 cm. In alcuni casi termina stondato, per facilitare i nodi che chiudono le legature. I bordi sono ben rifiniti e ripiegati in maniera da essere facilmente rintracciabili. Se il colore dei bordi è diverso, l’utilizzo della fascia si semplifica perché si puo’ individuare l’uno o l’altro durante le tecniche di legatura. Un’etichetta, un ricamo o una variazione del colore nel punto centrale della fascia rendono più veloce e facile il suo utilizzo, in quanto permettono di distribuire in maniera simmetrica la fascia ai due lati del portatore. Il tessuto ideale è caratterizzato dall’elasticità in diagonale, conferita da un particolare tipo di tessitura chiamata saia batavia (in inglese: cross twill), ottima per garantire sostegno e contenimento e accompagnare il corpo del bambino, modellandosi su di esso e su quello del portatore. Le fasce tessute “a trama dritta” risultano solitamente meno confortevoli, meno morbide e meno maneggevoli. Ottime fasce sono anche quelle tessute in Jacquard, un tipo di tessitura più complessa, che conferisce al tessuto un disegno doubleface molto apprezzato.


Lunghezza della fascia
Una fascia di lunghezza compresa tra i 420 cm e i 570 cm  è il più versatile tra i supporti portabebè, adatto a tutte le età e le esigenze del bambino e ad ogni corporatura del genitore. Permette un’ampia gamma di legature che accompagnano la crescita del bambino, portato davanti nei primi mesi e successivamente sul fianco e sulla schiena. Maggiore è la lunghezza (rispetto alla corporatura del portatore), maggiore è il numero di legature che è possibile realizzare. Una fascia di lunghezza compresa tra i 250 e i 370cm è uno strumento più agile nell’utilizzo rispetto a quella di lunghezza maggiore, ma consente un numero inferiore di legature. La sua comodità sta soprattutto nella rapidità con cui può essere indossata e tolta, in particolare senza sciogliere il nodo nella legatura sul fianco. Se la taglia e l’abilità del portatore lo consentono, si possono eseguire alcune legature sulla schiena. La Scuola del Portare la ritiene ottima per portare sul fianco in due momenti specifici dello sviluppo del bambino e della relazione genitore-bambino: quando il bambino inizia a sorreggere bene la testa e la seduta e al contempo a desiderare di esplorare il mondo (dunque come passaggio tra il portare avanti e il portare sulla schiena) e quando il bambino cresciuto è in grado di camminare e richiede di tornare in braccio per brevi momenti. L’unico inconveniente dell’utilizzo della legatura sul fianco è che scarica il peso del bambino su una sola spalla del portatore.

La scelta della giusta taglia di fascia da acquistare varia in relazione alla trama e alla densità della tessitura (la cosiddetta grammatura) quindi si raccomanda di valutare in base al modello scelto e seguire le indicazioni fornite dalle aziende produttrici.

 

Fascia elastica

E’ un unico telo di stoffa elastica, generalmente in maglina di cotone (single jersey o double jersey sono due tessiture a maglia rasata prodotte con macchine per la maglieria utilizzando un unico filo), fibra di bambù, oppure materiali sintetici, di lunghezza variabile tra i 450 cm e i 560 cm circa, di 2 larghezza variabile tra i 50 e gli 80 cm. Può terminare stondato o tagliato di netto. Un’etichetta, un ricamo o una variazione del colore nel punto centrale della fascia, rendono più veloce e facile il suo utilizzo in quanto permettono di distribuire in maniera simmetrica la fascia ai due lati del portatore. I bordi non sono ben definiti e rintracciabili come nelle fasce di tessuto, sono “tagliacuciti” ma l’elemento importante da rilevare è che non devono arrotolarsi quando vengono manipolati. Le differenze tra i vari modelli, in base a lavorazione, materiali usati e spessore del filato, possono essere notevoli, tanto da far rientrare in questa categoria sia fasce estremamente elastiche e sottili, consigliate per i prematuri o i bimbi molto piccoli, sia fasce più robuste e spesse, utilizzabili dai nati a termine e fino a 7-8 kg. La morbidezza, l’alta vestibilità e l’aderenza della fascia elastica favoriscono legature confortevoli e molto uterine, adatte a bambini molto piccoli in peso ed età. Si utilizza solo per le legature davanti, poi in genere si consiglia il passaggio ad un altro supporto. Per garantire tenuta e sicurezza, la fascia elastica va sempre legata con tre strati di tessuto a sostegno del bambino. Per la Scuola del Portare la fascia elastica è particolarmente adatta per bambini prematuri o piccoli di peso, in caso di taglio cesareo, di parto distocico o fortemente medicalizzato. E’uno strumento non adatto per portare i bambini sul fianco e sulla schiena.

 

Documento redatto da Antonella Gennatiempo, Manuela Tomassetti e Tullia Della Moglie