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Come scegliere una fascia in tessuto

 

In commercio esistono molte tipologie di fascia in tessuto, che si differenziano tra loro sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista delle caratteristiche del tessuto utilizzato. Per chi cerca la prima fascia in tessuto, può sembrare complicato orientarsi in un panorama così vasto. Ecco quindi alcune indicazioni generali per orientarsi al meglio nella scelta di una fascia in tessuto.

 

 

  • IL TESSUTO di una buona fascia è prodotto su un telaio manuale o meccanico con tessitura ad armatura diagonale (come ad esempio cross twill e jacquard) e con fibre di origine naturale.
  • LE CERTIFICAZIONI sono una garanzia di qualità quasi irrinunciabile. Il tessuto di una fascia entra a contatto con la pelle (e la bocca) del vostro bambino. E’ opportuno che siate certi che non contenga sostanze tossiche o nocive come ad esempio formaldeide, petrolati, metalli pesanti e composti chimici.
  • fascia-mareLA COMPOSIZIONE del tessuto in genere confonde molto. Il filato utilizzato conferisce caratteristiche diverse alla fascia. In linea di massima le fasce in 100% cotone sono le più versatili. Sono adatte a portare sia neonati che toddler, indicate in tutte le stagioni, facili da lavorare, non richiedono particolari attenzioni nel lavaggio. Se siete in dubbio su cosa acquistare, acquistate una fascia in cotone.
    Le fasce che contengono una percentuale di lino e canapa oltre al cotone non sono indicate per principianti, perché più complicate da lavorare. Sono generalmente più sostenitive rispetto alle fasce in solo cotone e quindi adatte a portare bimbi molto pesanti. Le fasce in misto lino sono generalmente più fresche, mentre quelle con canapa, essendo spesso a grammatura più alta, scaldano più del cotone.
    La lana ha fama di essere un tessuto “invernale”. In realtà la lana ha proprietà termoregolatrici e può essere usata in tutte le stagioni. E’ facile infeltrirla, quindi bisogna fare maggiore attenzione nel lavaggio, preferendo il lavaggio a mano e l’asciugatura in orizzontale.
    La seta, come la lana, richiede alcune attenzioni in più nel lavaggio, ed esiste in diverse varianti, che conferiscono al tessuto proprietà diverse.
  • LA GRAMMATURA espressa in gr/mq può essere un’utile indicazione, ma non serve impazzire passando in rassegna tutte le grammature esistenti e/o disponibili. In generale fasce con grammatura più bassa sono più indicate per i neonati, fasce di grammatura più alta invece sono più sostenitive ma anche più ingombranti e difficili da lavorare, e adatte a portare bimbi più grandi. Come fate a sapere se la grammatura di una fascia è alta o bassa? Una divisione sensata potrebbe essere questa:
    – grammatura bassa 160-210 gr/mq
    – grammatura media 215-240 gr/mq
    – grammatura alta 240-270 gr/mq
    – grammatura molto alta oltre i 270 gr/mq
    A parità di grammatura, generalmente una fascia con lino o canapa è più sostenitiva di una fascia in solo cotone.
  • stash2LA TAGLIA è importante. Spesso si tende a pensare che la fascia lunga sia “troppo lunga”. In realtà per riuscire a legare bene e con un sostegno adeguato (soprattutto i neonati) sono necessari diversi metri di stoffa. Una volta imparato come gestire il tessuto, la fascia non sembrerà più troppo lunga, ma lunga quanto basta per legare agevolmente e in sicurezza.
    La taglia che meglio si adatta alla maggior parte delle corporature è la taglia 6. Per portatori molto minuti o più abbondanti si può rendere necessaria una taglia in più o in meno.
    Siete curiosi di sapere qual è la taglia giusta per voi? Esiste una formula* per calcolarla ed è:
    [(girovita + distanza tra le spalle + distanza spalla ombelico) * 2,4]
    Una volta fatto il calcolo dovrete scegliere la fascia che per eccesso più si avvicina alla stima fatta.
    Se i vostri bambini camminano e fanno spesso “su e giù” dalla fascia, potreste sentire l’esigenza anche di una fascia corta oppure di un altro supporto più veloce da usare da affiancare alla fascia lunga. Tenete sempre presente che in rete troverete un consistente numero di legature “acrobatiche” da fare anche con fasce cortissime, ma spesso queste legature non rispettano i più basilari standard di sicurezza.
  • IL VALORE DI UNA CONSULENZA è insito anche nella possibilità di chiedere indicazioni alla vostra consulente sul tipo di fascia da utilizzare. In un panorama così vasto, un parere da parte di chi ha sperimentato e studiato diversi tessuti può aiutarvi a fare una scelta consapevole ed adatta alle vostre esigenze.

 

Dal lavoro di certificazione di Gessica Catalano

I portabebé: tipi e caratteristiche

Il babywearing è una pratica recuperata in Occidente da alcuni decenni e promossa da ricercatori, gruppi indipendenti di genitori o di professionisti e produttori. La terminologia e le classificazioni variano da una realtà all’altra e, come il babywearing stesso, sono in continua e rapida evoluzione. Qui proponiamo una divisione dei supporti che rispecchia l’attuale panorama generale secondo la visione del Centro Studi Scuola del Portare®.

 

Caratteristiche generali di un buon supporto

Un buon portabebé è resistente, comodo e prodotto all’insegna della qualità. In particolare, la tessitura con materiali di provenienza sicura e certificata, eventualmente biologici, viene spesso associata a una colorazione atossica priva di metalli pesanti anch’essa certificata con appositi test che le aziende si premurano di ripetere ciclicamente (es. Oeko tex, Confidence in texiles, etc). La sicurezza è garantita da test sulla colorazione, sulla tenuta dei tessuti e delle cuciture. Un buon supporto non cede e non si danneggia neanche dopo anni di utilizzo. Per un acquisto consapevole, è opportuno informarsi sui criteri di eticità e sostenibilità ambientale della produzione dei supporti: paesi in cui vengano rispettati i diritti dei lavoratori, filiera il più corta possibile, materiali e modi di produzione che rispettano l’ambiente ecc. Alcune aziende mettono a disposizione informazioni dettagliate sui loro siti Web. Anche i rivenditori sono tenuti a rispettare le legislazioni vigenti: controllarne l’affidabilità è una garanzia ulteriore circa la qualità e la sicurezza dei supporti.

I supporti disponibili in commercio

Il Centro Studi Scuola del Portare® suddivide i portabebé più diffusi in tre tipi (cliccare sui link per accedere alla descrizione dei diversi supporti):

  • Supporti non strutturati – fascia in tessuto (di misura variabile), fascia elastica (misura standard circa 5,20), e tutti i supporti tradizionali etnici come kangas, sarong, sari, rebozo, etc.
  • Supporti semi-strutturati – ring sling, mei tai, e altri di derivazione asiatica come onbuhimo, podeagi etc.
  • Supporti strutturati – pouch, marsupio ergonomico, zaino, etc.

 

 

Documento redatto da Antonella Gennatiempo, Manuela Tomassetti e Tullia Della Moglie

I supporti non strutturati

Un supporto non strutturato è costituito esclusivamente da stoffa: si tratta di un telo unico rettangolare, privo di cuciture (a eccezione eventualmente degli orli) e di fibbie, con il quale si assicura il bimbo al corpo dell’adulto attraverso una varietà di tecniche di legatura. Queste caratteristiche rendono i supporti non strutturati estremamente versatili e particolarmente confortevoli una volta indossati. D’altro canto, rispetto a quelli semi-strutturati e strutturati richiedono di acquisire un po’ di tecnica per imparare a usarli correttamente.

 

Fascia di tessuto

Fascia lungaE’ un unico telo in tessuto (spesso in cotone, ma anche lino, canapa, seta, lana o altri materiali) di lunghezza variabile in relazione alla corporatura dell’adulto che lo usa e al tipo di legatura desiderata (dai 270 ai  570 cm) e di larghezza tra i 65 e i 75 cm. In alcuni casi termina stondato, per facilitare i nodi che chiudono le legature. I bordi sono ben rifiniti e ripiegati in maniera da essere facilmente rintracciabili. Se il colore dei bordi è diverso, l’utilizzo della fascia si semplifica perché si puo’ individuare l’uno o l’altro durante le tecniche di legatura. Un’etichetta, un ricamo o una variazione del colore nel punto centrale della fascia rendono più veloce e facile il suo utilizzo, in quanto permettono di distribuire in maniera simmetrica la fascia ai due lati del portatore. Il tessuto ideale è caratterizzato dall’elasticità in diagonale, conferita da un particolare tipo di tessitura chiamata saia batavia (in inglese: cross twill), ottima per garantire sostegno e contenimento e accompagnare il corpo del bambino, modellandosi su di esso e su quello del portatore. Le fasce tessute “a trama dritta” risultano solitamente meno confortevoli, meno morbide e meno maneggevoli. Ottime fasce sono anche quelle tessute in Jacquard, un tipo di tessitura più complessa, che conferisce al tessuto un disegno doubleface molto apprezzato.


Lunghezza della fascia
Una fascia di lunghezza compresa tra i 420 cm e i 570 cm  è il più versatile tra i supporti portabebè, adatto a tutte le età e le esigenze del bambino e ad ogni corporatura del genitore. Permette un’ampia gamma di legature che accompagnano la crescita del bambino, portato davanti nei primi mesi e successivamente sul fianco e sulla schiena. Maggiore è la lunghezza (rispetto alla corporatura del portatore), maggiore è il numero di legature che è possibile realizzare. Una fascia di lunghezza compresa tra i 250 e i 370cm è uno strumento più agile nell’utilizzo rispetto a quella di lunghezza maggiore, ma consente un numero inferiore di legature. La sua comodità sta soprattutto nella rapidità con cui può essere indossata e tolta, in particolare senza sciogliere il nodo nella legatura sul fianco. Se la taglia e l’abilità del portatore lo consentono, si possono eseguire alcune legature sulla schiena. La Scuola del Portare la ritiene ottima per portare sul fianco in due momenti specifici dello sviluppo del bambino e della relazione genitore-bambino: quando il bambino inizia a sorreggere bene la testa e la seduta e al contempo a desiderare di esplorare il mondo (dunque come passaggio tra il portare avanti e il portare sulla schiena) e quando il bambino cresciuto è in grado di camminare e richiede di tornare in braccio per brevi momenti. L’unico inconveniente dell’utilizzo della legatura sul fianco è che scarica il peso del bambino su una sola spalla del portatore.

La scelta della giusta taglia di fascia da acquistare varia in relazione alla trama e alla densità della tessitura (la cosiddetta grammatura) quindi si raccomanda di valutare in base al modello scelto e seguire le indicazioni fornite dalle aziende produttrici.

 

Fascia elastica

E’ un unico telo di stoffa elastica, generalmente in maglina di cotone (single jersey o double jersey sono due tessiture a maglia rasata prodotte con macchine per la maglieria utilizzando un unico filo), fibra di bambù, oppure materiali sintetici, di lunghezza variabile tra i 450 cm e i 560 cm circa, di 2 larghezza variabile tra i 50 e gli 80 cm. Può terminare stondato o tagliato di netto. Un’etichetta, un ricamo o una variazione del colore nel punto centrale della fascia, rendono più veloce e facile il suo utilizzo in quanto permettono di distribuire in maniera simmetrica la fascia ai due lati del portatore. I bordi non sono ben definiti e rintracciabili come nelle fasce di tessuto, sono “tagliacuciti” ma l’elemento importante da rilevare è che non devono arrotolarsi quando vengono manipolati. Le differenze tra i vari modelli, in base a lavorazione, materiali usati e spessore del filato, possono essere notevoli, tanto da far rientrare in questa categoria sia fasce estremamente elastiche e sottili, consigliate per i prematuri o i bimbi molto piccoli, sia fasce più robuste e spesse, utilizzabili dai nati a termine e fino a 7-8 kg. La morbidezza, l’alta vestibilità e l’aderenza della fascia elastica favoriscono legature confortevoli e molto uterine, adatte a bambini molto piccoli in peso ed età. Si utilizza solo per le legature davanti, poi in genere si consiglia il passaggio ad un altro supporto. Per garantire tenuta e sicurezza, la fascia elastica va sempre legata con tre strati di tessuto a sostegno del bambino. Per la Scuola del Portare la fascia elastica è particolarmente adatta per bambini prematuri o piccoli di peso, in caso di taglio cesareo, di parto distocico o fortemente medicalizzato. E’uno strumento non adatto per portare i bambini sul fianco e sulla schiena.

 

Documento redatto da Antonella Gennatiempo, Manuela Tomassetti e Tullia Della Moglie