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Nella storia e nel mondo

 

COME NASCE IL PORTARE?

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Fuga in Egitto Giovanni Andrea Ansaldo, 1584-1638 (Olio su tela, 1620, Galleria Nazionale d’Arte antica, Roma)

La domanda continua a ronzarmi per la testa ma si trasforma nell’opposto: COME E’ “DECADUTA” LA CULTURA DEL PORTARE IN OCCIDENTE? DA QUANDO SI è SMESSO DI PORTARE? Una volta il portare era un metodo indispensabile per accudire i bambini. Pensiamo alle nostre origini: eravamo dei nomadi, il cibo era di origine vegetale. I bambini venivano portati con sé ovunque. Rimanere soli voleva dire essere esposti a morte sicura. Si tratta, quindi, di una delle forme più spontanee di comportamento materno in molti mammiferi. Noi siamo dei mammiferi! Se osserviamo i piccoli di scimmia notiamo che si afferrano al pelo del ventre della madre e vengono portati. L’evoluzione ha portato l’uomo alla posizione eretta, alla scomparsa dei peli… e (ahimè!) alla perdita della fiducia nella bontà delle sue scelte! E con il tempo i vari “Dott. Spock” hanno preso il sopravvento! Ma non sono andati persi nel neonato i riflessi primari( es. riflesso di prensione, riflesso di Moro, riflesso di Babinski) le posture (cifosi della colonna vertebrale, posizione divaricata-seduta e tibie ad O) e la composizione del latte materno (meno grasso rispetto ad altre specie animali) che richiede un allattamento frequente. Queste caratteristiche “ci dicono” che il cucciolo d’uomo ha bisogno ancora come allora di avere la vicinanza del genitore. Oggi come allora, per un neonato rimanere da solo vuol dire essere esposto a morte sicura. Da questa premessa si evince che in passato i bimbi piccoli sono sempre stati portati dai loro genitori, utilizzando supporti diversi nella forma e nel materiale a seconda della cultura e del clima delle diverse parti del mondo.

 

RAPIDO EXSCURSUS STORICO E SOCIOLOGICO

dollaro-oro
Negli Stati Uniti
, i primi americani a portare il bambino sono stati gli indiani, i quali portavano i bimbi fasciati nei “ paopooses”, fatti con tavole e stoffa che legavano alle spalle. Questa abitudine era diffusa tra tutti i nativi nell’area degli Stati Uniti, infatti, c’è un’immagine di una donna che porta un bimbo sul dollaro d’oro.

Fuga in Egitto - Giotto

Fuga in Egitto – Giotto di Bondone, 1267-1337 (Affresco – Storie dell’infanzia di Cristo, 1310, Basilica inferiore di San Francesco, Assisi)

Anche in Europa si portava (come dimostrano molti dipinti e foto) ed era l’unica possibilità di spostarsi con il bambino e di lavorare mantenendo l’accudimento. In Italia abbiamo l’ affresco della cappella Arena a Padova , dipinto da Giotto nel tardo Medioevo, che raffigura la fuga della Coppia Santa in Egitto, in cui Maria porta Gesù in una fascia seduto sul fianco. Questo fa pensare che questa modalità di accudimento era presente. Tutto questo fino all’avvento della Carrozzina nel 1880. Nei ceti sociali bassi si portava ancora, mentre nell’alta società il portare era diminuito al minimo. Quando la carrozzina cominci a costare di meno fu alla portata anche della classe meno abbiente il portare e i suoi effetti calmanti vennero dimenticati sempre più.

Contadina con con bambino e maiale

Contadina con bambino e maiale Saverio Della Gatta, XIX secolo (Incisione, XIX secolo, ?)

Nei paesi dell’entroterra Campano alcune nonne mi raccontavano di come accudivano i bambini quando non c’era la carrozzina: mi riportavano che le donne lavoravano nei campi e portavano i bambini fasciati dentro le ceste di paglia o di legno. Un altro modo di portare era di metterli dentro “fazzoletti” molto grandi e agganciati ad un ramo mentre le madri lavoravano i campi. Intorno al 1940 in Sicilia si portavano i bambini nel grembiule che possedeva delle asole che si abbottonavano sulle spalle. I neonati si addormentavano nel grembiule addosso alle madri, che intanto si potevano occupare delle faccende di casa; poi diventati più grandi erano posizionati sempre nel grembiule seduti con le gambe divaricate davanti o sul fianco fino a quando (i bambini) cominciavano a gattonare. Tutto questo accadde fino all’avvento dell’industralizzazione, periodo in cui le donne cominciarono a lavorare “fuori casa” sempre di più e non ebbero più la possibilità di portare i loro bambini con sé. L’emancipazione ha avuto un suo costo per tutti noi ! Proprio da allora, si inizia ad osservare un graduale passaggio da: CULTURA AD ALTO CONTATTO( nascita a casa, contatto corporeo con bambino, allattamento a richiesta, dormire insieme,ecc.) a CULTURA A BASSO CONTATTO(nascita medicalizzata, allattamento spesso artificiale o minimo, il bimbo dorme in ambiente diverso dai genitori, ecc.)

 

….E OGGI?

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Girl talk – Sadie Patterson

Ancora oggi nei 2/3 del mondo si “portano i bambini” . Dalla Siberia al Sud Africa,dall’Alaska all’Australia, ovunque nel mondo gli uomini portano i loro bambini. Alcuni usano un semplice pezzo di stoffa: il Rebozo messicano, l’africano Kanga o Kikoy ( un pezzo di stoffa rettangolare), l’indonesiano Seledang o Sarong ( lunghe strisce di stoffa usate anche come vestiti o gonne), il peruviano Manta ( coperta quadrata), il tahitiano Pareo ( un pezzo di rettangolare di cotone colorato anche usato come gonna avvolta attorno al corpo) ed il Sud Asiatico Sari o Saree( diversi metri di tessuto leggero avvolto in modo che un lato finisca come gonna mentre l’altro va sulla testa o sulle spalle). Alcune culture hanno sviluppato metodi più ricercati come il cinese Mei Tai ( tipo zainetto di stoffa leggero), il coreano Podaegi ( una coperta con strisce e cinghie che porta il bimbo dietro) e il giapponese Onbuhino( sempre tipo zainetto). Alcune popolazioni usano, perfino, delle pelli d’animali, mentre in Nuova Guinea utilizzano un marsupio fatto con una rete, le cui estremità vengono legate sulla testa.

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Close 2 – Nicky MacRae

In Europa si vede un ritorno alla cultura del “portare i bimbi” a cominciare dagli anni 70/ 80 SOLO in alcuni ambienti definiti hippy e alternativi, mentre negli altri “ambienti” continua ad incalzare la CULTURA A BASSO CONTATTO. Nel ’72 una mamma tedesca ebbe come terzo figlio due gemelle. Per occuparsi per occuparsi di tutte le sue figlie prese una fascia portata da un viaggio in Sudamerica e inizi a portare le bambine. Si parl di lei su un giornale nazionale e l’idea della fascia conquista molte mamme. Le molte richieste e l’interesse dimostrato, portarono la mamma tedesca a fondare la prima azienda di fasce europee (fasce lunghe), a diffondere le tecniche di legatura attraverso eventi e corsi e ad approfondire la tematica del portare i bambini con numerosi studi e ricerche. Attualmente in Europa esistono più di 700 luoghi in cui vengono portati avanti i corsi sul “portare”: 220 in Svizzera , 500 in Germania, 20 in Francia e ancora in Spagna – Inghilterra e Austria, ed alcuni in Lituania, Belgio, Irlanda.

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Babywearing turning around – Gioia Albano

In Italia è in enorme crescita la richiesta di corsi ed informazioni sul “portare i bambini”, anche se in molti casi ha una connotazione ancora “alternativa”. Da pochi anni si inizia a portare con “metodo” grazie anche al progressivo aumento di sempre più associazioni che si occupano della alla diffusione della “cultura del portare”e che sostengono i genitori in questo percorso. Questo ritorno ha un significato e una chiara direzionalità verso un tipo di genitorialità a contatto, che ha più consapevolezza delle reali necessità del proprio bambino e delle proprie.

Scritto per Genitori Channel (http://www.genitorichannel.it/primi-anni/storia-portare-alto-contatto.html), da Antonella Gennatiempo (tratto dalla tesi 2006 “Dalla Canguroterapia alla promozione al benessere: Il Bambino Portato”)

Perché rivolgersi ad un Consulente del Portare

10 buoni motivi per scegliere di incontrare un Consulente del Portare:

  1. perché si può portare anche da soli, ma portare meglio è … meglio!
  2. perché si intraprende (o si perfeziona) un percorso che permetterà di portare a lungo e con soddisfazione
  3. perché una persona preparata e competente può sostenere e accompagnare il portare in maniera corretta
  4. per individuare il supporto più idoneo alle proprie esigenze ed evitare acquisti inutili
  5. per imparare come rispettare sempre e in ogni posizione la corretta fisiologia del bambino
  6. per imparare bene ad usare la fascia con tutto ciò che ne consegue (comodità, continuum, sentire di pancia, attaccamento)
  7. per ricevere informazioni aggiornate e corrette
  8. per sperimentare diversi supporti e diverse legature e per capire le migliori soluzioni per ognuno
  9. per condividere con la consulente e con il gruppo intorno a lei opinioni, dubbi e problemi, trovare “accoglienza” o semplicemente stare insieme
  10. per imparare a “lasciare andare” dopo la fase di contenimento
  11. e….. per condividere anche col papà le emozioni “della pancia”

 

 contributo di Virna Benzoni, Adele Ricci, Veronica Toniutti

Percorsi Portare

Perché fare un corso sul babywearing?

Portare è fin dall’inizio dei tempi un’attitudine innata in tutte le madri e in molte culture è un sapere trasmesso da una generazione all’altra. Si tratta di una delle forme più spontanee di comportamento materno in molti mammiferi. Noi siamo dei mammiferi!

In Occidente, oggi, è un’abilità da recuperare: l’uso corretto e la sicurezza sono garantiti dal sostegno di una persona esperta.
In pochi incontri, a partire dall’ultimo mese di gravidanza o dalla nascita dei bimbi, il Consulente del Portare® “supporta“ nella scelta del supporto più adatto e accompagna in sicurezza nelle diverse tecniche con cui poter usare la fascia/altri supporti portabebè in modo corretto e funzionale dal punto di vista fisiologico per chi porta e chi viene portato e in base ai bisogni specifici del bambino o del genitore. Si acquisisce dimestichezza e manualità e crescendo i bimbi troveranno sempre una posizione adatta alla loro età.

 

La struttura dei corsi Centro Studi Scuola del Portare®

Proponiamo ai genitori dei corsi ognuno composto da tre incontri.

  • Base: dalla gravidanza fino a quando il bebè inizia a reggere la testa.
  • Avanzato: da quando regge bene la testa/schiena in poi.

Ogni incontro avrà un momento di condivisione e un momento tecnico.

 I corsi possono essere individuali o di gruppo.

In alternativa ai corsi proponiamo incontri singoli in consulenze individuali.

 

 Cosa portare?

  • ..IL BEBE’ : ))))
  • CALZINI ANTISCIVOLO E ABBIGLIAMENTO COMODO
  • TORTE O BISCOTTI, MANDORLE E ALLEGRIA DA CONDIVIDERE… ALLE TISANE CI PENSIAMO NOI!!

Negli incontri saranno a vostra disposizione vari tipi di fasce / sling / marsupi ergonomici, ecc.

 

Percorso portare

Poiché crediamo profondamente che il portare sia un cammino (che troppo spesso si abbandona quando non si è seguiti), consigliamo di usufruire del Percorso Portare, costituito da circa 6 incontri, che permette ai genitori di essere a loro volta “portati e contenuti” nella fase di partenza fino all’inizio del proprio percorso personale e individuale.

 

Portare il pancione

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Utilizzare la fascia durante l’ultimo periodo di gravidanza è lo strumento migliore per offrire a mamma e bambino una gradualità ed un continum fondamentale per ambedue. Aiuta ad alleviare il disagio posturale e l’affaticamento delle ultime settimane senza sostituirsi alla muscolatura né comprimendola.

Contribuisce a prendere dimestichezza con il supporto e le legature: quando il bimbo nascerà, la stoffa avrà l’odore della mamma e il neonato lo riconoscerà subito dopo la nascita.

 

 

Schermata 2013-07-18 a 22.04.44Massaggio Rebozo in gravidanza

Molte delle nostre consulenti offrono in gravidanza anche sedute  con il Rebozo, antica sciarpa messicana, utilizzata  non solo per portare i bambini ma anche per massaggi sia circolatorio che di rilassamento per donne in gravidanza e durante il parto. Dopo il parto viene usato per dare un “massaggio di chiusura,” per far entrare in contatto con il proprio corpo in ascolto di se stessa.
Dopo che  il suo corpo, la sua anima, il suo cuore si è espanso e diventato passaggio per dare alla luce… ecco ora la saggezza che arriva dall’antichità per dare  “contenimento”… lasciatevi avvolgere!
 Per riceverne un massaggio Rebozo cercaci inserendo nella ricerca dell’area consulenti la parola Rebozo.

 

Portare Pancia a Pancia.

 

Per darsi il tempo di ascoltarsi e conoscersi in modo naturale tramite il contatto; per aiutare il neonato a vivere in modo meno traumatico il passaggio endo/esogestazione, per ri-portare il bebè nel suo habitat naturale : il corpo della madre.

 

 

Portare sul Fianco

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Per seguire lo sviluppo psicofisico del bambino; per aiutarlo ad aprirsi al mondo esterno avendo sempre il filtro della mamma o del papà; per iniziare a fargli sperimentare l’autonomia.

 

 

 

Portare sulla Schiena

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Pochi incontri per poter sperimentare la possibilità e la bellezza di non “controllare” più visivamente il proprio bimbo ma affidarsi all’ascolto di Pelle …di muscoli.. di pancia ….

 

 

 

Oggi mi porta il mio Papà

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Questo spazio è pensato prettamente per i papà, dove apprendere delle tecniche semplici e veloci e dove confrontarsi con altri papà.
Alle mamme viene offerto uno spazio relax da condividere con altre mamme dove confrontarsi, chiacchierare e coccolarsi …magari concedendosi un bel massaggio Rebozo…

 

Oggi mi porta Nonno/a

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Aperto alle nonne e ai nonni con i nipotini.
Questo spazio è pensato prettamente per i nonni, dove apprendere delle tecniche semplici per portare i loro nipotini e dove confrontarsi con altri nonni.

 

 

 

Tanti articoli delle nostre consulenti e tante testimonianze sulla bellezza e sul senso del portare vi aspettano nell’Area Babywearing del sito

 

10 buoni motivi per portare

  1. perché è comodo per i genitori e per il bambino

  2. perché rispetta la fisiologia del bambino

  3. perché risponde ai bisogni primari del bambino

  4. perché crea un continuum tra vita intra ed extra uterina

  5. perché è scritto nel nostro DNA

  6. perché favorisce lo sviluppo psico-motorio, relazionale e sociale

  7. perché favorisce il processo di attaccamento

  8. per far provare anche ai papà le emozioni della pancia

  9. per capire che coccolare non è viziare

  10. per avere uno strumento in più per comunicare con i bambini