Come scegliere una buona formazione


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Oggi parliamo di formazione. In un momento di così intenso mutamento e di crisi del mercato tradizionale del lavoro, si percepisce forte la tendenza a cercare di valorizzare i propri talenti naturali e di rispondere ai bisogni pratico-quotidiani delle famiglie, bisogni che finora non sono stati considerati primari ma che rivestono sempre maggiore importanza.
E con questo si cercano nuovi percorsi formativi, nuove proposte professionali.
Perciò è necessario far chiarezza sulla condizione della formazione nel nostro Paese e mettere a fuoco una specie di “vademecum” per poter scegliere una formazione soddisfacente, nutriente e quindi spendibile in modo sentito e profondo.
In Italia le uniche formazioni riconosciute sull’intero territorio nazionale sono quelle:
  • di tipo scolastico universitario proposte da istituti ed enti pubblici o parificati (diplomi, lauree, corsi di specializzazione universitaria, master)
  • di tipo internazionale proposte da organizzazioni riconosciute da accordi tra i Paesi (es. i corsi per formatori dell’ONU )
  • di tipo para-universitario in campo prevalentemente medico ovvero formazioni che, pur non essendo riconosciute in toto, danno la possibilità di accedere all’accreditamento di ECM utili ai percorsi universitari, ai tirocini o agli aggiornamenti di alcune categorie professionali.

 

Esistono poi le proposte formative delle Agenzie Formative accreditate. Tali proposte sono una “via di mezzo” in quanto vengono riconosciute ufficialmente su base regionale o pluriregionale (a seconda dell’accreditamento dell’agenzia formativa in questione presso una o più regioni).

 

Dal 2004, inoltre, esiste una legge che rende possibile il riconoscimento giuridico delle professioni informali ovvero non presenti negli albi professionali ufficiali, create da associazioni su base nazionale. Tale riconoscimento ha il vantaggio di far accedere l’associazione in questione a vantaggi fiscali (es. l’8‰ nelle dichiarazioni dei redditi dei simpatizzanti) ed i suoi professionisti ad una sorta di riconoscimento di qualità della loro formazione da parte degli organi ufficiali.

 

Per le restanti proposte formative (che sono innumerevoli sul territorio nazionale e riguardano tantissimi campi professionali!) non è possibile usare il metodo della riconosciuta validità della formazione a livelli “ufficiali”. E allora, come scegliere comunque una buona formazione? Ecco alcune semplici regole:

 

  • controllare i curricula dei formatori. La loro formazione “ufficiale” (scolastico-universitaria) e la loro formazione esperienziale e/o informale (corsi non universitari, esperienze di vita, studi alternativi, anni di pratica etc). Un formatore trasmetterà l’universo della propria esperienza e della propria ricerca: assicuratevi che questa sia forte, stabile, armonica. Informatevi se esista un percorso didattico specifico per formatori proposto dall’associazione che avete contattato: questo vi darà un margine di garanzia sull’uniformità della formazione.
  • verificare i feedbacks degli utenti finali: una formazione informale ha come unica possibile cartina di tornasole la qualità dell’attività professionale dei suoi studenti. La fama di chi organizza formazione si fonda sull’operato quotidiano di chi si è formato
  • accertarsi che i formatori continuino a praticare anche la professione: un formatore che si confronta quotidianamente con le richieste, le problematiche, le particolarità dell’utente finale è un formatore che è sempre “in contatto” con il mutevole panorama con cui si troveranno a confrontarsi i suoi studenti. Se possibile, partecipate ad alcune iniziative organizzate dai formatori per l’utenza finale: incontri informativi, dimostrazioni pubbliche, dibattiti etc.
  • valutare e scegliere l’approccio che si sente più in sintonia con le proprie esigenze e caratteristiche. Tra le varie scuole che propongono una data formazione ci sarà sempre una certa differenza di approccio: verificate che quella scelta da voi sia lo specchio della vostra anima cosicché possiate a seguito della formazione mettere tutta la vostra anima nel lavoro.
  • informarsi sui valori dell’ente o associazione proponente e se esista alcuna metodologia di verifica sull’operato dei professionisti formati. Questo vi consentirà, un domani, di usufruire della garanzia di  serietà che si verifica a seguito di questo tipo di “controllo”.

 

Queste semplici regole vi consentiranno di scegliere una formazione soddisfacente. Durante la formazione, poi è possibile avere un’ultima “verifica” della vostra compatibilità con il mestiere che volete iniziare: ascoltarsi e sentire se la formazione smuove qualcosa dentro di noi, se ci offre stimoli, entusiasmo, curiosità, riflessione, senso di appartenenza.
Ecco il sigillo che chiuderà con chiavi d’oro il nuovo percorso professionale, al cuore non si mente.

 

Veronica Toniutti