Dicono… i bambini!


dal lavoro di certificazione di Camilla Mucè

Se mi porti, papà, io sono felice!

 

Ciao papà,
fino ad oggi la mamma mi ha tenuta stretta stretta a sé, ho goduto del suo profumo, del suo
calore, mi sono lasciata cullare dal suo respiro e dal battito del suo cuore.
Conosco la tua voce, papà, da molto tempo, conosco anche il tocco delle tue mani che
accarezzavano la pancia della mamma, ma fino ad oggi non conoscevo il tuo odore, il battito del
tuo cuore, il pizzicorino della tua barba.
Piano piano stiamo iniziando a conoscerci, le tue grandi mani si stanno abituando alla delicatezza
del mio corpo e stanno imparando ad essere sicure, ma delicate, forti, ma dolci.
Quelle stesse mani che dopo un po’ di titubanza hanno deciso di sperimentarsi in questa nuova
avventura…la fascia!
Partiamo dal principio…il nodo!
Il nodo è importante, papà!
Non solo per la sicurezza del nostro camminare insieme, ma anche come segno del nostro legame,
che piano piano, un passo alla volta, grazie alla tua presenza e al tuo portarmi vicino al cuore,
mette radici e cresce forte e robusto. Un nodo, però fatto per essere meno ingombrante possibile,
un legame il nostro che c’è è presente, ma ci lascia liberi! Un nodo che non stringe, ma che dà alla
stoffa della fascia la giusta tensione, perché sia tu che io possiamo stare comodi! Equilibrio in
questo nodo, né troppo né troppo poco!
Un legame, il nostro, fatto di vicinanza, di baci, di pernacchie e di grasse risate.

Confessa, papà, che in fondo fa piacere anche a te sperimentare questa cosa della fascia…te lo
leggo in quel mezzo sorriso un po’ imbarazzato!
Il tuo sguardo è un po’ perplesso e poco convinto, ti sembrano tanti … troppi … i metri di stoffa che
la mamma ti ha messo nelle mani, lo so!
Per te sono qualcosa di nuovo e sconosciuto, per me sono culla e rassicurazione!
Per questo, con tanta buona volontà, stai lì, a cercare di maneggiare tutta quella stoffa per farla
diventare un nido accogliente per me sul tuo corpo, un luogo in cui possiamo conoscerci meglio,
possiamo stare vicini, in cui posso riposare indisturbata, da cui posso sbirciare il mondo quando ne
ho voglia, in cui mi sento sicura e protetta.
E poi da quando anche tu hai imparato, diciamocela tutta, la mamma ha un po’ più di tempo per
sé!
Però che grande invenzione il marsupio erto…ermo…erso…uff! Come si dice quella parola
difficile?!?! Ah…ecco…ergonomico!
Ci metti un minuto a indossarlo! Mica come con la fascia!!!!
Ti senti più sicuro…lo sento anche io! Il tuo cuore batte a ritmo di mambo e il tuo respiro è lungo e
regolare…che dolce ninna nanna!
Molta meno stoffa da maneggiare e la soddisfazione di guardare il mondo dalla stessa prospettiva!!
Wow…da quassù guardi proprio tutti dall’alto in basso!!!
Che bello camminare guardando nella stessa direzione, poter condividere scoperte ed emozioni e
allo stesso tempo poter nascondere il viso nella tua spalla se qualcosa mi fa paura, qualcuno si
avvicina troppo, se mi sento a disagio o se mi emoziono proprio tanto.

Hai visto, papà, per ora i miei piedini stanno tutti dentro una tua mano!
E così usiamo i tuoi per andare ad esplorare il mondo!
Indossando la fascia camminiamo insieme usando i tuoi piedi!
Arriverà il momento in cui, ognuno con i suoi piedi, cammineremo accanto, mano nella mano!

 

 

dal lavoro di certificazione di Alessia Rossetti e Nadia Laurendi

Guglielmo e il Mei-Tai

 

Caro mei tai, da 2 settimane la mamma è dovuta tornare in un posto molto carino che lei chiama “lavoro”, un posto dove di solito vanno i grandi e dove non c’è posto per noi bimbi. Io invece sto andando con lei: incontro un sacco di gente che mi parla e ride e scherza con me ed io rispondo con grandi sorrisi a chi mi è simpatico, con sguardi seri a chi non mi piace oppure appoggio il viso sul petto della mamma se qualcuno mi fa paura o c’Ëèun rumore forte o un odore cattivo…lì c’è profumo di latte e calore e suoni soffusi che mi ricordano quando ero nella pancia e mi fanno stare bene! posso ciucciare quando voglio come quando siamo a casa nostra, dormire abbracciato alla mamma, giocare con lei…e sto pure imparando un sacco di cose su dei divertenti cosi pieni di carta frusciante che lei chiama “libri”, che vorrei mangiare ma che posso solo toccare piano piano, dice lei… prima o poi però quando non guarda devo proprio assaggiarne uno! e su strane bevande colorate, d’oro e rubino i colori del sole, che piacciono tanto ai grandi…forse perché crescendo devono aver dimenticato che la cosa più buona del mondo, bianco come la luna, è il latte alla spina della mamma!!! insomma grazie ancora caro mei tai, questa cosa del lavorare mi piace e mi sa che è merito tuo se la mamma non ha dovuto lasciarmi, se siamo entrambi sereni perché se stiamo insieme i cambiamenti sembrano più dolci e naturali e se le nostre giornate, anche se un po’ più stancanti, sono lievi, coccolose e divertenti!

Guglielmo, oggi 7 mesi