BABYWEARING: il giro del mondo in 51 supporti

Il lavoro di certificazione della Consulente del Portare®  Marialaura Mazzola  ci porta lontano, in giro per il mondo a passeggio tra le varie culture..

“La nascita del Babywearing ha origini molto antiche. Si pensa che inizialmente materiali naturali come la corteccia, le foglie e le pelli animali siano stati utilizzati per aiutare a sostenere una parte del peso del bambino mentre gli adulti si muovevano da un luogo all’altro in cerca di cibo. Più tardi, con la nascita della tessitura, si iniziò ad usare semplici pezzi di stoffa per legare il bambino vicino all’adulto e si passò successivamente ad abbellire questi supporti con ricami, ornamenti e tessuti particolari e a personalizzarli in base alle tribù di appartenenza.

Il clima ha ovviamente una forte influenza nella modalità di trasporto dei bambini.

In aree climatiche calde i bambini hanno una maggior necessità di essere nutriti frequentemente per evitare la disidratazione, che in queste zone è la principale causa di mortalità infantile. In queste società predominano supporti come teli, reti o cinture, che permettono di legare il corpo del bambino, nudo o vestito pochissimo al corpo di chi porta (inizialmente la madre ma successivamente, quando le necessità di allattamento si riducono, anche dal padre, da fratelli e sorelle poco più grandi, dai nonni e da altri membri della famiglia o tribù).

Nelle aree climatiche più fredde i bambini tendono a nutrirsi meno di giorno e possono essere lasciati per periodi più lunghi, sono quindi sono tipici i supporti contenitori, come culle o cesti, dove il bambino passa la maggior parte del giorno e della notte. Il contatto corporeo tra i bambini piccoli e i genitori in queste aree è molto più raro che nelle società con clima caldo, dove i bambini passano finoo al 90% del giorno (e della notte) a contatto corporeo con un’altra persona.

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